Bello! Una delle tante parole che si potrebbero utilizzare per descrivere l’evento Wine Town. Che non è un posto, ma mille posti. Che non è un tema, ma tanti temi. Come anticipato nel post, venerdì e sabato mi sono armata di WineCard e tracolla con bicchiere dell’evento e sono partita alla scoperta del centro storico in versione Wine Lounge!

Wine Town si snoda per il centro storico, ed è davvero emozionante perché in questo percorso trovi mille realtà diverse, tante eccellenze che rappresentano il made in Italy di qualità nel mondo. Vini come quelli proposti da Il Borro, di San Giustino Valdarno, il Borro igt 2009, in degustazione a Palazzo Davanzati, composto dal 50%di Merlot, il 35% di Cabernet Sauvignon, il 10% Syrah, e il 5% Petit Verdot. Il risultato? Un elegantissimo vino dal sapore indimenticabile, e tanto tanto chic!

Nel Palazzo Pazzi Quaratesi, che fu costruito nel Quattrocento per volere di Jacopo de’ Pazzi in via del Proconsolo, ho trovato un

VINI ETICI

Grande interesse per i Vini Etici . Cristian Giorni Wine Ambassador mostra le bottiglie vuote tanto è stato l’interesse dei visitatori

grande successo e tanta curiosità per il marchio “Vini Etici e Dinamici” nato nel 2010 da un’idea dell’enologo e agronomo Filippo Ferrari e dal Wine Ambassador (che figura cool!) Cristian Giorni, che riunisce più realtà agricole produttrici di vini unici in modo trasparente e naturale. Sono andati a ruba! Io ho assaggiato il Poggiomaestro Doc 2012 un 100% Sangiovese e bontà, di Maremmalta azienda agricola di Gavorrano, che –neanche a dirlo- si trova in provincia di Grosseto! E che dire dell’entusiasmo con cui Pietro Biagini dell’azienda Signano – che ha aperto nel 2001 l’agriturismo Il Casolare di Bucciano – ci ha raccontato la Vernaccia di San Gimignano, prima Doc italiana e seconda Docg, dopo il Brunello di Montalcino? L’azienda è nata nel 1961, quando Ascanio Biagini comprò un appezzamento di terra di due ettari. Da lì con i primi vigneti di Vernaccia e Sangiovese e la dedizione dei Biagini è arrivata ad occupare 25 ettari!

Altro scenario da sogno il Chiostro del Museo del Bargello, laddove anche il Bacco

SOMMELIER AL CHIOSTRO DEL BARGELLO

Il sommelier versa l’ottimo Chianti

di Michelangelo sarà stato goloso di assaggiare il Chianti Classico Docg Riserva Ducale Oro 2008 dell’azienda Ruffino di Pontassieve. Proprio il Museo del Bargello, uno dei più antichi palazzi pubblici fiorentini, trasformato in Museo Nazionale nel 1865, con i suoi meravigliosi avori, le sue maioliche, l’oreficeria, i bronzetti, è uno dei gioielli museali che avrei voluto visitare dopo la degustazione, ma purtroppo non aderiva alla Notte dei Musei. La Sala d’Arme di Palazzo Vecchio ha fatto da palcoscenico dei grandi Chianti, anima della Toscana, come quelli del Consorzio Chianti Colli senesi e il Consorzio Chianti Colli fiorentini, e le aziende del Consorzio Rùfina, la più piccola delle specificazioni geografiche del Chianti .

Spazio anche alla birra, gli appassionati della bionda (che poi tanto bionda non è più, viste le tante tonalità di birra scura artigianale, dal gusto intenso e ben diverso dalle birre commerciali) hanno potuto degustarla alla Loggia del Grano. Allo stand dell’Olmaia mi hanno parlato della birra Ambrata. Mi hanno spiegato del malto caramellato che la compone, dei luppoli inglesi e americani… io so solo che mi piacerà.

ARCHIMOSSI

Show degli Archimossi in piazza San Firenze all’Ex Tribunale

Di fronte all’ex Tribunale di piazza San Firenze mi sono imbattuta poi in un bellissimo show degli “Archimossi”, spettacolari con i loro tocchi fucsia e le loro Alchimie musicali. Li trovate nelle fotografie :)!

Il jazz di Enrico Rava in piazza dei Pitti mi ha inebriato e non ho potuto fare a meno, tra un assaggio di Il

BOMBETTE PUGLIESI

Bombette pugliesi vendute in piazza Pitti

Borro e uno di Chianti Classico, di assaporare la bombetta pugliese e la pizza portafoglio di Giovanni Santarpia, che tornerò a trovare nel suo ristorante a San Donato in Poggio.

Due giorni bellissimi, dedicati al vino, ma anche allo “Street Food” di qualità. Sabato, dopo aver girato il centro storico in lungo e in largo, rinvigorita da una bella focaccia di Recco, ero come nuova per la mia visita guidata alla Galleria Palatina, aperta fino all’una per la Notte dei Musei. Gran bel sabato, ce ne fossero di sabati così:) Con Wine Town, mi è piaciuto soffermarmi oltre che sui vini degustati, sulle storie dei prodotti, su un’idea che è divenuta un successo, e su tutto ciò che sta dietro a quello che non è solo un calice di vino, ma nasconde volti, emozioni, e passione.

FOCACCIA DI RECCO

La focaccia di Recco appena sfornata!

 

Mi sono soffermata sulla storia delle aziende agricole, realtà meravigliose radicate su un territorio, che fanno grande quel territorio, lo custodiscono, lo coccolano, e lo raccontano al mondo attraverso i loro prodotti. L’artigianato parla di famiglie, di sacrifici, di qualità e di soddisfazioni, e ha sempre profumi e ricordi meravigliosi.

 

 

 

 

 

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  1. Adele 21 maggio 2013 alle 16:08 -

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  2. Adele 21 maggio 2013 alle 16:08 -

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