Uno dei simboli della nostra italianità è sicuramente rappresentato dagli spaghetti al pomodoro. Viene l’acquolina solo a pensarci, e prima di arrivare sulle nostre tavole ne hanno fatta di strada! Alla fine del Settecento Francesco Leonardi descrive varie ricette- le preparazioni del pomodoro all’epoca erano svariate- come la  “Zuppa di pere in salsa di pomidoro”. Chi l’avrebbe mai detto? Le pere col sugo… Era ancora presto per vedere i pomodori abbinati a quello che diventerà il piatto più famoso al mondo: i nostri spaghetti al pomodoro! Questo connubio meraviglioso tra il pomodoro e la pasta lo troviamo nella “Cucina Economica” di Vincenzo Agnoletti del 1803. L’autore in realtà descrive una zuppa. Pasta di piccolo formato, che viene prima “imbianchita”, ovvero sbollentata in acqua, e poi cotta in un brodo che veniva insaporito anche con sugo di pomodoro. Lo stesso piatto viene successivamente descritto in una ricetta della rivista francese “Almanach des gourmands” fondata dal gastronomo Alexandre Balthazar Laurente Grimod de la Reynière, che può essere considerata la capostipite delle guide gastronomiche.

Sarà sempre Francesco Leonardi a introdurre il pomodoro in un piatto di pastasciutta nella sua seconda edizione dell’Apicio Moderno. La ricetta dei Maccaroni alla Napolitana riporta la variante del sugo di pomodoro all’interno della preparazione. Nel 1837 Ippolito Cavalcanti pubblicò quella che probabilmente è la prima pubblicazione degli spaghetti al pomodoro come pastasciutta che conosciamo, ne “La Cucina teorica-pratica”, un ricettario molto particolare in cui la seconda parte, dedicata alle ricette popolari, è scritta interamente in dialetto napoletano. Qui, la passata di pomodoro viene insaporita con olio o strutto, aglio e pepe. Bastarono pochi anni perché questo piatto fosse preparato e conosciuto al di fuori della Campania. Da lì fu tutto un divenire. A istituzionalizzare la pratica di condire la pasta con il pomodoro sarà Pellegrino Artusi, autore di “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, libro che fonda la cucina italiana moderna. Pasta al pomodoro fu sempre più amata in Italia, e via via conosciuta e apprezzata anche all’estero. Questo grazie all’industria conserviera, che rese il pomodoro un prodotto facilmente trasportabile in tutto l’anno.   Oggi, gli spaghetti al pomodoro con una foglia di basilico sono quanto di più gustoso e italiano si possa immaginare. Noi mettiamo la conserva di pomodoro a cuocere con uno spicchio d’aglio e olio extra vergine d’oliva. E nel frattempo mettiamo a bollire l’acqua per cuocere gli spaghetti. Guarniamo con una foglia di basilico e formaggio.A voi non è venuta fame? 🙂

 

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Adele
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