Sono passati venti anni e fa ancora più male, perché la ferita inferta dalla mafia a Firenze, alle famiglie delle vittime ed all’Italia intera con quella brutalità, non passa. Si, ieri sono stata li, in via dei Georgofili. Prima mi sono girata vari

STRAGE GEORGOFILI

Firenze – via dei Georgofili dopo la strage del 27 maggio 1993 – foto Ansa – uff. stampa Comune di Firenze

punti del centro storico ed ho guardato in faccia le persone; fiorentini e turisti avevano una luce diversa. I volti che ho incontrato avevano un punto interrogativo, ma non era di rassegnazione. Era di fervente attesa verso un chiarimento che ancora non è completamente arrivato. Sono le stesse immagini, gli stessi volti tristi ma allo stesso tempo determinati e vivi, che ho notato alla commemorazione avvenuta alle 1.04 del 27 maggio. Un’ora e quattro minuti dopo la mezzanotte.

LA NAZIONE 27 MAGGIO 1993

La Nazione edizione straordinaria del 27 maggio 1993

Proprio come quella notte. Il sentimento diffuso è di impotenza verso un evento così drammatico che lasciò e lascia spiazzato il mondo. La strage dei Georgofili è stato il primo attentato di mafia che ha colpito vite umane e anche il patrimonio storico. Mancano i mandanti, manca di sapere chi ordinò agli esecutori di compiere le stragi con le autobombe, che si aprì a Roma il 14 maggio del 1993 con l’attentato a Maurizio Costanzo, poi quella dei Georgofili con un fiorino carico di tritolo parcheggiato proprio accanto agli Uffizi, e un mese dopo gli attentati di via Palestro a Milano e quelli di Roma alla Basilica di san Giovanni in Laterano e alla Chiesa di san Giorgio al Velabro. Nella strage dei Georgofili persero la vita:

i coniugi Fabrizio Nencioni (39 anni) e Angela Fiume (36 anni)

con le loro figlie Nadia Nencioni (9 anni), Caterina Nencioni (50 giorni di vita)

e lo studente Dario Capolicchio (22 anni)

48 persone rimasero ferite.

La giornata si è aperta con il girotondo dei bambini alla Loggia dei Lanzi e si è conclusa con il silenzio assordante in via dei VIA DEI GEORGOFILIGeorgofili,  alla presenza del sindaco Matteo Renzi, il presidente del Senato Pietro Grasso, della neoministro all’Istruzione Maria Chiara Carrozza, del procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi,  la soprintendente Cristina Acidini e la presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli. Tanti cittadini e turisti in modo composto hanno manifestato il proprio sdegno. Alle 1.04 al rintocco della campana di Palazzo Vecchio, la statua in bronzo chiamata “I Passi d’oro”  dell’artista pistoiese Roberto Barni, che era stata scoperta ieri mattina nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, è stata illuminata per la prima volta. Una statua che si porta addosso 5 persone, 5 vite umane, come a trafiggerla. Perché la ferita è aperta, e la giustizia è attesa.

 

 

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Adele
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